Il prezzo di Mercato dei francobolli - Parte 1

IL PREZZO DI "MERCATO" DEI FRANCOBOLLI - di Paolo Cardillo

Oggi come oggi, la domanda che più ci facciamo di fronte ad una transazione commerciale filatelica, è quella relativa al prezzo di mercato.
Quanto vale in soldi un francobollo da collezione antiquariale?
Attualmente le molte piattaforme di vendita online, le aste pubbliche con materiale di terzi, i privati accumulatori, offrono una quantità di materiale enorme, perlopiù di natura comune, a prezzi irrisori.
Ne deriva quindi una offerta di merce molto alta che incontra però una domanda molto ristretta, facendo crollare il prezzo medio dell’oggetto.
Ma cosa in effetti viene proposto?
Facendo una attenta statistica della merce offerta, si trovano percentuali molto alte di esemplari difettosi o molto difettosi, falsi, truccati (rigommature, composizioni anche a volte fantasiose di francobolli ed annullamenti ecc.) e via discorrendo. Con l’aggravante che il francobollo veramente raro e interessante non lo si trova mai.
Questo significa in buona sostanza che l’offerta c’è, certamente, ed è anche alta, ma scremando tutte le inserzioni e riducendole all’osso il materiale veramente interessante per il collezionista è sostanzialmente tendente allo ZERO.
Il problema è che questo immenso mercato – chiamiamolo di massa – ripieno di porcheria colpisce chi non ha competenze, chi ha piacere a sguazzare nel torbido, chi spera di fare la grande pesca (e quasi sempre viene pescato) eccetera.
Il succo è quello che sentiamo e vediamo in giro; ovvero la falsa impressione che i francobolli valgano poco o nulla, che se si compera a percentuali di catalogo Sassone superiori al 4% si sbaglia, che “tanto prima o poi il pezzo mi capita a poco” e così via.
Le case d’Asta in linea di massima offrono materiale di maggior pregio, spesso oggetti provenienti da grandi collezioni dismesse; ultimamente per esempio la casa d’aste Bolaffi ha esitato la collezione di Umberto Hess, un grande collezionista e mio personale amico scomparso improvvisamente nell’estate scorsa, e sta esitando in varie aste l’immensa accumulazione di Saverio Imperato, altro grande collezionista e raccoglitore di ogni sorta di Antico Stato Italiano in tutte le sue forme e tipologie.
Ma in realtà pur avendo un livello medio decisamente superiore a quello delle piattaforme online, queste case d’Asta alla fin fine si riducono ad offrire “quello che hanno sottomano”, ovvero “quello che passa il convento”. Non hanno stock, non posseggono magazzini, semplicemente esitano all’incanto quanto viene loro commissionato, in modo del tutto casuale e acritico.
Allora anche in quel caso il prezzo realizzato è influenzato da vari fattori, ovvero: chi è interessato proprio a quell’oggetto e proprio in quel momento storico in cui l’asta ha luogo? Generalmente il collezionista si concentra su qualche pezzo particolare, soprattutto se manca alla sua raccolta, e in tal caso i prezzi salgono alle stelle. In tutti gli altri casi gli oggetti, se riscuotono interesse o se comunque hanno potenziali compratori nel quasi immediato, vengono acquistati dai commercianti che li pagano naturalmente prezzi da ingrosso.
Il risultato di tutto quanto sopra esposto è semplice da intuire; il collezionista medio, poco informato o cultore dei “realizzi d’asta” (siano essi quelli delle aste su piattaforma che quelli nelle aste pubbliche tradizionali) si convince che “il prezzo di mercato” è quello del realizzo, senza curarsi del fatto che quel prezzo si può riferire a:
- Un pezzo difettoso
- Un pezzo falso o truccato
- Un pezzo che non ha riscosso interesse nel collezionista e quindi è stato acquistato da un commerciante a prezzi inferiori a quelli reali di vendita
- Un pezzo comune o comunque reperibile
E assimila tale prezzo di realizzo, rapportandolo al valore di catalogo dell’oggetto, a quanto si deve spendere per un esemplare da acquistare per la propria collezione, indipendentemente:
- Dalla rarità
- Dalla qualità
- Dalla facilità di reperirlo nello stato e condizione desiderati
- Dalla provenienza: un conto è comperare sulle piattaforme online saltando dall’aereo senza paracadute, un conto è acquistate da un professionista, magari competente, che ti garantisce il pezzo acquistato e anche – un domani – il suo riacquisto.
Recentemente ho ricevuto diverse mancoliste dell’area italiana, francobolli usati del Regno con annulli originali per esempio, ma anche molto altro. Mi si chiedeva tra gli altri alcuni alti valori delle Colonie Estive per l’Infanzia, usati con annulli ORIGINALI. Inutile dire che di questi francobolli allo stato richiesto ce ne sono pochissimi; ma io li ho.
Alla mia richiesta del 35% del valore di catalogo per questi rarissimi e irreperibili francobolli, mi è stato risposto:
“Eh ma io il resto della serie (ndr: i francobolli “comuni” che si trovano anche su lettera raccomandata o cartolina) usata la ho pagata il 15%. Posso arrivare al massimo al 20%!”
Alla mia replica:
“Sì, ma lei scusi da quanto tempo cerca quel francobollo da L. 5 + 3 grigio usato originale? Lo ha mai visto in qualche asta?”
Risposta:
“Ho visto una volta una collezione che lo aveva dentro, ma avrei dovuto spendere una cifra enorme per ritirarla e tutti gli altri pezzi non mi servivano…. Lo cerco da vent’anni ma singolo e garantito non lo ha mai proposto nessuna casa d’aste e delle piattaforme online non mi fido in quanto la maggior parte dei venditori non sono in grado di garantire un pezzo del genere”.
Ecco, lascio a voi lettori l’onore di interpretare questo mio articolo, che è solo un assaggio di quanto vi scriverò nei prossimi tempi, con l’obiettivo di chiarire, una volta per tutte, quale sia il vero prezzo di mercato dei francobolli che non è un prezzo “univoco” ma dipende dal francobollo, dalla sua qualità, dalla sua rarità, dalle sue caratteristiche generali. E poi ci soffermeremo anche sul valore di quel medesimo francobollo non al momento dell’acquisto, ma anche dopo l’acquisto, per dare una misura di quanto sia importante spendere bene i propri soldini per poi un domani ritrovarsi una collezione di valore che verrà ambita da nuovi collezionisti e non gettata sulle piattaforme online o in svendite varie ma valorizzata ai massimi del momento in cui verrà esitata.
Ciao!
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