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ERRARE HUMANUM EST

Uno dei mestieri più complicati dell'intero mondo filatelico è quello del perito; questa figura professionale ha il compito di esaminare il materiale che gli viene sottoposto e valutarne condizioni, originalità e, quando possibile, qualità e stato di conservazione.

La condizione si può definire con frasi tipo:

·      nuovo con gomma integra

·      nuovo con gomma originale

·      senza gomma

·      usato

·      su frammento

·      su lettera

·      ecc.

La qualità e/o stato di conservazione:

·      Perfetto

·      Ottimo stato di conservazione

·      Buono stato di conservazione

·      Difettoso

·      Riparato

·      Ecc. 

Il problema è che nel redigere un certificato fotografico di un esemplare, si può a volte incorrere in errori; il grande perito filatelico Guglielmo Oliva, uno dei più preparati della storia della filatelia italiana, diceva sempre: "Il perito filatelico più bravo non è quello che non sbaglia, ma quello che sbaglia meno, in quanto essendo umani è impossibile non fare errori".

Essendo impossibile non essere d'accordo con questa frase, la domanda che ci poniamo è: se un perito filatelico fa un errore e poi se ne accorge, come si deve comportare? 

Beh, da una recente discussione avuta con un collega sono emerse diverse risposte a questa domanda; vi esprimo la mia.

Io sono personalmente del parere che il certificato fotografico debba prima di tutto tutelare il collezionista; questo perchè in un rapporto di tipo commerciale è lui il "consumatore" ovvero colui che è il più "fragile" dei contendenti. Per questo ritengo che se un perito filatelico si rende conto - e se ne convince ovviamente - di aver emesso un certificato errato, è lecito comunicarlo a chi gli ha chiesto la prestazione professionale e chiedere di poter correggere, rifare o annullare tale documento. Questo perchè un certificato ritenuto errato dall'estensore, può trarre in inganno il futuro acquirente e quindi ritenersi una pericolosa arma nelle mani dell'operatore filatelico che tratta l'oggetto. Il fatto dunque di correggere, rifare in modo ritenuto dall'estensore corretto o addirittura annullare un certificato qualora non si possa sostituire, è un atto non solo di coraggio e di umiltà, ma anche un gesto doveroso nei confronti della filatelia.

Fare un errore peritale può capitare e per diversi motivi, ma questo non incide sull'integrità, la competenza e la buona fede di chi ha sbagliato, se egli è in grado di prendersi le sue responsabilità e accettare non solo di ammettere l'errore, ma dove possibile anche di emendarlo.

Grave sarebbe invece il caso in cui l'esperto si arroccasse sulle sue teorie nonostante l'errore fatto e riconosciuto, per mantenere una apparenza di infallibilità, oppure qualora nonostante l'errore sia evidente ad altri esperti del settore di pari e dimostrata competenza, non accettasse il dibattito e si arroccasse sulle sue convinzioni errate.

Questi sarebbero i casi nei quali - a mio modesto parere - l'esperto potrebbe perdere credibilità; in caso contrario potrà solo guadagnarne ancora, perchè non c'è miglior dottore di quello che sa riconoscere il suo male, e non c'è miglior perito di quello che, incurante delle malelingue, torna convintamente su un suo parere ed emenda un errore che altrimenti rimarrebbe pericolosamente presente e non farebbe altro che trarre in inganno operatori poco competenti e collezionisti ignari.

Paolo Cardillo.

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